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Statements

Subject Item
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Caffè Le Giubbe Rosse
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Ristoranti e caffetterie
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Caffè Le Giubbe Rosse
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1896
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L'esercizio fu aperto nel 1897, in corrispondenza del luogo dove esisteva un'antica vineria. Fondato da due tedeschi, i fratelli Reininghaus, il locale inizialmente si chiamò "Birreria Fratelli Reininghaus" e divenne il punto di riferimento della comunità tedesca fiorentina. Secondo la moda del tempo i proprietari vestivano i camerieri con giubbe (giacche) rosse, all'uso viennese. I fiorentini trovando qualche difficoltà nel pronunciare il nome straniero del caffè, preferivano dire: "andiamo da quelli delle giubbe rosse". Più che di un caffè, le prime due sale avevano l'aspetto di un circolo di lettura. Nel 1913 la terza sala diventò la sede fissa del gruppo di "Lacerba" e quindi dei futuristi fiorentini fra cui Giovanni Papini, Ardengo Soffici e Aldo Palazzeschi. Particolarmente ricco di eventi culturali fu poi il periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale, quando diverse furono le riviste di avanguardia che lì nacquero quali "Solaria" (1926), la rivista aperta alla cultura europea, "Letteratura" (1937) pubblicata fino al 1968 che raccolse l'eredità di "Solaria" aperta ai dibattiti della nuova generazione di letterati e "Campo di Marte" (1938), creata da Alfonso Gatto e Vasco Pratolini, impegnata a ricercare un rapporto tra arte e realtà politica e sociale che durò appena un anno. Fra i frequentatori abituali, in quell'epoca, si annoverano, fra l'altro, Luzi, Vittorini, Gatto, Pratolini, Macrì e Montale. Dopo la parentesi della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale nel '43 gli americani si impossessarono del locale e ne fecero la sede del loro commando, il Caffè riaprì nel 1947, andando però incontro ad una lenta ma progressiva fase discendente. Nel 1991, le "Giubbe Rosse" vennero prese in gestione dai fratelli Fiorenzo, Mario e Martino Smalzi che rilanciarono l'azienda.